Come creare un prodotto digitale d’impatto

Vuoi offrire una UX efficace e memorabile? Ecco come progettare a partire dai bisogni degli utenti.

Paolo Tripodi

Paolo Tripodi

12 Set 2019 · Calculating...

Le interfacce digitali con cui interagiamo ci regalano momenti “magici”, governando la complessità e avvicinandoci ai nostri scopi in modo semplice.

Da utenti dei prodotti digitali più noti, sappiamo che costruire un’esperienza efficace è possibile, ma ora che tocca a noi occuparcene scopriamo di aver bisogno di una mano.

Nella mia esperienza di designer all’interno di Moze, ho lavorato al fianco di molte startup e aziende aiutandole a ideare e costruire i loro prodotti digitali. Sempre più aziende puntano sulla qualità dell’esperienza per essere competitive e dare valore ai propri utenti.

Sebbene non ci sia una formula magica per costruire un prodotto digitale d’impatto, esistono principi e strumenti che possono facilitare molto il lavoro.

In questo articolo presentiamo alcune best practice di Product Design, che abbiamo assimilato aiutando numerose aziende a realizzare prodotti capaci di rispondere alle reali esigenze dei loro utenti. Lo facciamo tracciando una linea tra le metodologie più efficaci tra quelle che abbiamo sperimentato fino ad ora.

Conosci i tuoi utenti

Le soluzioni cambiano continuamente, sono i bisogni delle persone a rimanere tali.

Acquisire sensibilità sull’esperienza attuale dei nostri utenti rispetto alle necessità che ci proponiamo di soddisfare è certamente un primo passo utile.

Un’interfaccia accattivante non basta a costruire un’esperienza efficace, soprattutto se il nostro prodotto non trova posto nella quotidianità di chi dovrebbe usarlo.

“Le persone non vogliono un trapano da un quarto di pollice. Vogliono un buco nel muro da un quarto di pollice”  — Theodore Levitt, 1975

Lavorando con interviste, questionari e altri dati in nostro possesso, possiamo ricostruire il percorso tipico che le persone fanno per soddisfare quelle necessità.

Mentre i dati quantitativi—come ad esempio le statistiche di Google Analytics per un sito web—ci dicono “cosa” fa chi utilizza il nostro prodotto, coinvolgere gli utenti in un’intervista dal vivo ci aiuta a completare la nostra analisi andando ad approfondire il “perché”.

Iniziare è semplice

Iniziare è più semplice di quel che si può pensare. Nel contesto delle indagini qualitative, è ormai assodato che intervistare cinque persone può essere un ottimo punto di partenza per far emergere molte problematiche.

Osservare le reazioni delle persone di fronte a determinati input (ad esempio, un prototipo del prodotto che vorremmo realizzare) può aiutarci a misurare le nostre intuizioni, scoprire chi sono i nostri veri competitor ed individuare nuove opportunità.

Metti alla prova le tue idee rapidamente

Abituati ad interagire quotidianamente con i prodotti piacevoli ed efficaci sviluppati dai giganti della tecnologia, non sempre ci rendiamo conto del grande numero di tentativi e iterazioni che stanno alla base del loro successo.

Soprattutto quando andare sul mercato richiede investimenti importanti, affidarci esclusivamente alla nostra intuizione può essere rischioso.

Il Design Sprint è uno degli strumenti più efficaci per mettere alla prova le proprie idee rapidamente, con un investimento ridotto in termini di tempo e di denaro.

Sviluppato in GV (Google Ventures), il Design Sprint è un workshop che aiuta il team di progetto a costruire un prototipo realistico del prodotto e a testarlo con potenziali utenti in soli cinque giorni.

Questo processo fa emergere moltissime informazioni utili e ci aiuta a prendere le decisioni giuste, rendendo chiaro se sia il caso di migliorare la nostra ipotesi di prodotto iniziale, formularne una nuova o cambiare focus completamente.

“The bigger the challenge, the better the Sprint”  — Jake Knapp, “Sprint”

Alcune sfide superate

Di seguito alcuni esempi concreti di come il Design Sprint ci ha permesso di avanzare in alcune situazioni reali vissute con aziende che ci hanno chiesto aiuto.

“La posta in gioco è alta”

Spinta dai costi elevati dei fornitori esterni, un’azienda italiana attiva a livello globale del settore manifatturiero ha deciso di dismettere l’utilizzo di software acquistati in licenza dai leader di mercato, avviando i lavori per lo sviluppo in-house di una nuova soluzione ERP. Per farlo, l’azienda ha introdotto al suo interno un nuovo team dedicato, pianificando i primi tre anni di lavoro.

In questo caso il Design Sprint è stato utile per validare rapidamente un concept di alto livello del software da realizzare, aiutando il team a mettere a fuoco un progetto molto grande.

C’è poco tempo”

Un gruppo internazionale di investitori ed imprenditori voleva lanciare una piattaforma di co-proprietà di opere d’arte. Il progetto doveva essere presentato nell’arco di due settimane ad un importante evento di settore. Il Design Sprint ci ha permesso di elaborare in brevissimo tempo un prototipo visivo della piattaforma, rendendo possibile la presentazione pubblica del progetto.

Il team è bloccato”

Un’azienda che fornisce luce e gas alle industrie stava cercando di mettere a punto un nuovo progetto per migliorare l’esperienza di acquisto dell’energia. Il Design Sprint è servito a concretizzare e mettere alla prova le varie ipotesi del cliente, aiutando un gruppo di manager ad identificare la strada migliore da seguire.

Crea una visione di alto livello

Una volta che abbiamo definito il concept della nostra soluzione e approfondito quali possano essere gli elementi di maggior valore per i nostri utenti, siamo pronti per iniziare a costruire il prodotto.

La nostra sfida è ora quella di sviluppare nel dettaglio la soluzione in modo da ottenere il massimo impatto sull’esperienza degli utenti, focalizzando le risorse.

A questo punto bisogna affrontare alcuni ambiti critici e definire con cura le modalità operative, perché il progetto possa procedere senza intoppi.

Allineare il team

A partire da alcune bozze di grafica e di specifiche, i vari reparti – solitamente business, design e sviluppo tecnologico – devono ora concordare il da farsi, assicurandosi che tutti possano lavorare verso l’obiettivo minimizzando il margine di errore e il tempo speso per risolvere incomprensioni.

Pianificare il lavoro

Armonizzando le diverse necessità concomitanti, dobbiamo stabilire delle priorità e delle tempistiche per procedere nel modo più conveniente e dare al team la giusta visibilità sul lavoro a venire.

Monitorare l’avanzamento

Una volta avviati i lavori, dobbiamo assicurarci che tutto stia procedendo secondo i piani ed essere in grado di intervenire tempestivamente nel caso di eventuali imprevisti.

Una soluzione Agile

Fogli di calcolo e lunghi documenti di specifiche possono non essere sufficienti. Spesso lasciano troppo margine all’interpretazione e creano la necessità di dover essere faticosamente interpretati. Il risultato, nel caso migliore, è un’infinita lista di revisioni.

Lo User Story Mapping è lo strumento che abbiamo trovato più efficace per allineare business, design e sviluppo su una visione d’insieme del prodotto.

Nata nel contesto del movimento per il software Agile, la tecnica si propone come soluzione “smart” a queste problematiche, favorendo il lavoro di team rispetto alla comunicazione frontale.

Lavorando con i post-it, la metodologia ci aiuta a mappare le feature del nostro prodotto dal punto di vista dell’esperienza utente.

Ogni post-it rappresenta una singola necessità dell’utente ed è il riferimento univoco di tutte le informazioni di dettaglio necessarie per realizzare quella parte di software.

Guardando la mappa, il team è in grado di strutturare diversi rilasci e pianificare il lavoro nel tempo.

Costruisci gradualmente, misura, ripeti

Noi stessi siamo i primi, da utenti, ad accorgerci che le soluzioni a disposizione in ambito tecnologico proliferano e migliorano a vista d’occhio: basta pensare alle app installate sul nostro smartphone o ai servizi web che utilizziamo più frequentemente. Come possiamo garantire anche ai nostri utenti una UX di qualità elevata e costante nel tempo?

Strategia a due tempi

Più è lungo il tempo che impieghiamo a portare il nostro prodotto sul mercato, più ci esponiamo agli imprevisti e ritardiamo il “momento della verità”: quello in cui il nostro lavoro sarà giudicato dagli utenti.

“No business plan survives first contact with customers.”  — Steve Blank

È bene organizzare il lavoro di breve termine in cicli rapidi, rilasciando presto la prima versione del prodotto (comunemente chiamata MVP, cioè Minimum Viable Product) e misurando i risultati ottenuti in seguito ad ogni successivo rilascio incrementale. Questo ci aiuta a mantenere alta l’attenzione sull’impatto del nostro prodotto e ad ottimizzare le risorse.

Analogamente, sul lungo termine è bene affiancare lo sviluppo del prodotto con attività di esplorazione e ricerca, per rispondere ai cambiamenti del mercato ed identificare possibili nuovi elementi di innovazione.

“Keep measuring and learning even after you ship.”  — Jeff Patton

Questo post è parte di una serie di nostri articoli pubblicati originariamente sul blog di Talent Garden Innovation School.





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