Abbiamo ideato il Design Foundation Sprint per elevare la qualità UX/UI del prodotto e definirne un linguaggio più chiaro e coerente. In sei settimane ridisegniamo una parte rappresentativa e la trasformiamo in un design system di componenti, pattern e regole che team e agenti di sviluppo AI possono riutilizzare per estendere il design al resto del software.
Può essere il momento giusto se
- Vuoi elevare la qualità UX/UI di un software cresciuto nel tempo
- Stai facendo replatforming e vuoi ripensare anche l’esperienza
- Vuoi aggiungere nuove feature senza perdere coerenza
- Il team lavora già in autonomia, ma manca una direzione condivisa
- Vuoi ridisegnare il prodotto partendo da un linguaggio comune
- Vuoi rendere il sistema AI agent-ready, con regole e pattern chiari
Come funziona
Quattro fasi per trasformare una nuova direzione in un sistema concreto.
① Understand
Partiamo dall’esistente e dalle persone che lo conoscono meglio. Attraverso workshop mirati approfondiamo struttura, flussi, ruoli, pattern e principali problemi del prodotto, raccogliendo il contesto necessario per progettare l’area individuata durante l’assessment iniziale. Validiamo il perimetro e affrontiamo nel dettaglio le priorità su cui concentrarci.
- Workflow e casi d’uso
- Problemi e priorità
- Vincoli e dipendenze

② Redesign
Progettiamo una parte rappresentativa del prodotto ad alta fedeltà, lavorando su casi reali, dati realistici, stati e comportamenti dell’interfaccia. Attraverso il concept definiamo anche il linguaggio visivo generale del software: gerarchie, densità, tipografia, colore e principi dell’interfaccia. Il risultato rende concreta la nuova direzione UX/UI e diventa il riferimento per il resto del prodotto.
- Prototipo ad alta fedeltà
- Nuova direzione UX/UI
- Linguaggio visivo di riferimento
③ Systemize
Dal prototipo costruiamo una component library strutturata, con foundation, design token, componenti, varianti, stati e pattern ricorrenti. Il sistema nasce direttamente dai casi reali progettati, così da offrire al team una base concreta e coerente da riutilizzare ed estendere nel resto del prodotto.
- Linguaggio di prodotto
- Foundation e design token
- Component library e pattern principali
④ Agentify
Nella fase finale rendiamo il sistema agent-ready. Componenti e token descrivono cosa esiste, ma non come usarlo o come prendere una nuova decisione di design. Rendiamo quindi espliciti principi, regole, vincoli e anti-pattern in un DESIGN.md o in un formato equivalente, che vive nel progetto e che agenti AI come Claude Code, Codex o Cursor possono usare direttamente.
- Documentazione AI agent-ready
- Principi e regole di utilizzo del sistema
- Decisioni, vincoli e criteri documentati
Marco Trombetti Co-founder & CEO, Translated
Cosa succede dopo?
Tre servizi per continuare dopo lo Sprint, attivabili in modo indipendente.


Agile Design Sprint


Code Foundation


Design Review
Costi chiari,
senza sorprese
Design Foundation Sprint
Una nuova direzione UX/UI, con componenti e regole per estenderla al resto del software.
- Problemi e priorità
- Prototipo ad alta fedeltà
- Foundation e design token
- Linguaggio di prodotto
- Component library e pattern principali
- Documentazione AI agent-ready
Servizi aggiuntivi


Agile Design Sprint
Per approfondire il redesign di nuove aree, flussi o funzionalità.


Code Foundation
Per implementare componenti e pattern direttamente nello stack del prodotto.


Design Review
Per mantenere qualità e coerenza mentre il team e gli agenti AI fanno evolvere il prodotto.
Claudia Vago Project Manager, Fondazione Finanza Etica
Prima di partire, definiamo insieme il perimetro
Prima di avviare lo Sprint facciamo un breve assessment del prodotto: partiamo da una demo e da un’esplorazione delle aree principali per individuare priorità, dipendenze e casi rilevanti. Definiamo così dove concentrare le sei settimane, cosa approfondire nel prototipo e quali fondamenta della component library costruire.
- Demo e prima esplorazione del prodotto
- Priorità e aree critiche da considerare
- Perimetro del prototipo e della component library
- Cosa rientra nel Design Foundation Sprint e cosa rimane fuori
E se serve partire dal brand?
In alcuni casi il redesign del software coincide con un cambiamento più ampio dell’azienda. Se anche identità e linguaggio visivo devono evolvere, può avere senso partire dal nostro Brand Sprint e utilizzare quella nuova direzione come base per il Design Foundation Sprint.
Chi abbiamo aiutato




Domande frequenti
No. Lavoriamo su una parte rappresentativa del prodotto, abbastanza ampia da definire una nuova direzione che possa poi essere applicata progressivamente al resto.
Dipende dal prodotto e dai problemi da risolvere. Possiamo lavorare trasversalmente su struttura, navigazione e componenti condivisi oppure approfondire un workflow significativo dall’inizio alla fine. La scelta viene fatta insieme al team all’inizio dello Sprint.
Non lavoriamo con un numero prestabilito di schermate. Definiamo un perimetro compatibile con le sei settimane e abbastanza ampio da permetterci di prendere le decisioni necessarie.
Non subito, ed è una scelta voluta. Un design system completo copre tutto il prodotto, con ogni componente, variante e stato, ed è pensato per crescere e mantenersi nel tempo: non nasce in sei settimane. Con lo Sprint ne costruiamo le fondamenta, cioè design token, componenti principali e pattern ricavati dalla parte di prodotto che ridisegniamo. È una base che il team usa da subito e su cui il design system cresce, in autonomia o insieme a noi.
Significa rendere esplicite informazioni che spesso rimangono implicite: come utilizzare i componenti, quali pattern preferire, quali vincoli rispettare e come estendere il sistema senza perdere coerenza. Queste regole possono essere utilizzate dal team e fornite come contesto agli agenti AI, per esempio in un DESIGN.md o in formati equivalenti.
Perché senza regole l’AI produce AI slop, e i problemi sono due. Il primo è che i prodotti finiscono per somigliarsi tutti: per un software B2B è un problema commerciale, perché diventa più difficile farsi scegliere. Il secondo è che i pattern vengono applicati senza capire quando servono, e l’interfaccia perde chiarezza proprio dove l’utente ne ha più bisogno. Un team di design guarda il prodotto in un altro modo: lavora su gerarchie, semplificazioni e flussi reali, e cambia quello che poi viene dato agli agenti AI. Con un design system solido e regole esplicite, gli agenti AI lavorano dentro un linguaggio già definito e il team sviluppa più in fretta, senza perdere coerenza.
Sì. Il prototipo, la libreria Figma e la documentazione servono proprio a dare al team una base da utilizzare ed estendere in autonomia.
Sì. Possiamo approfondire il redesign con nuovi Agile Design Sprint, implementare componenti e pattern con la Code Foundation oppure rivedere periodicamente il lavoro prodotto internamente. Il Design Foundation Sprint rimane comunque un progetto completo anche senza attività successive.
Sì. Con la Code Foundation possiamo implementare design token, componenti e pattern direttamente nello stack del prodotto, adattandoci a React, Angular o alle tecnologie già utilizzate dal team.
È il contesto in cui questo approccio trova più naturalmente applicazione, soprattutto per SaaS, software enterprise e prodotti con flussi, ruoli e funzionalità articolate. Può funzionare anche per altri prodotti digitali che abbiano già raggiunto una certa complessità.
